Primaria

Costruzione del plastico di Ercolano

La valorizzazione del “museo della scuola e dei bambini” quest’anno ha spinto la responsabile ad intraprendere  varie  sperimentazioni; negli ultimi anni diverse strategie sono state attivate per  rendere più comprensibili e accessibili i reperti  presenti nel museo e per far comprendere  l’importanza della loro tutela e conservazione.
L’esperienza abbinata al confronto e al dialogo diretto con le docenti della scuola  hanno portato all’introduzione di metodologie e strumenti alternativi per rendere la visita al museo più legata ai diversi percorsi attuati dalle docenti della classe e più connessa alle diverse UDA attuate ma allo stesso tempo per rendere la visita più  piacevole  per gli alunni .

In  questa ottica si inserisce l’esperienza fatta con la maggior parte delle classi quinte della scuola ( sez. B,C,D del plesso Neghelli e sez. E, F del plesso Collodi) nel mese di maggio

Infatti gli alunni delle classi hanno conosciuto   il sito archeologico di Ercolano  che hanno poi visitato, attraverso filmati e immagini, proposti dal responsabile del museo; e poi è stato loro proposto di costruire, tutti insieme, un plastico per illustrare il sito archeologico

È nata una vera e propria gara tra i ragazzi, e con una sorta di flipped classroom, sono stati costruiti i diversi modellini di edifici che hanno visto il coinvolgimento anche di alcuni genitori coinvolti nel lavoro dei loro figli.

Tra forbici cartone e colori sono nati due plastici: uno per ogni plesso, che sono stati assemblati con la collaborazione anche di alcune sez di scuola dell’infanzia che hanno realizzato, in tutoring, il fondale dei due plastici  e con la partecipazione eccezionale della IV B che ha contribuito con un suo elaborato alla realizzazione del plastico  per la scuola Neghelli

L’esperienza, abbinata al dialogo ci ha spinto a porre al centro dell’esperienza di fruizione il visitatore del museo   per renderlo protagonista tramite innovative strategie di coinvolgimento attivo a livello fisico, cognitivo ed emotivo. Il bambino, il ragazzo, l’adulto è libero di elaborare una costruzione personale del sapere grazie ad una didattica che si basa sulla stimolazione delle capacità di ragionamento e di rielaborazione creativa del dato conoscitivo: una metodologia dell’“imparare facendo” che vuole raggiungere il fine dell’apprendimento grazie all’introduzione di tecniche di didattica ludica, in cui il gioco diventa il principale strumento educativo, e tramite un approccio hands on in cui le attività pratico creative consentono di rielaborare e restituire in chiave personale quanto vissuto e appreso.

L’obiettivo è quello di rendere il museo  uno spazio di esperienze cognitive in cui sviluppare curiosità, capacità di osservazione, intuizione e creatività, creando relazioni e stuzzicando la voglia di conoscenza della propria storia attraverso il gioco, la narrazione e i sensi.  

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TIFIAMO EUROPA

LE CLASSI QUINTE DEL PLESSO COLLODI PARTECIPANO AL CONCORSO “TIFIAMO EUROPA” CON I LORO ELABORATI 

ppt della V E

Il belgio vid

Un tour in Belgio con tutta la classe VF.

Pronti si parte!

Abbiamo l’aereo a Capodichino alle ore 10.00 del 10 aprile.

Orario previsto per l ‘arrivo ore 11.45.

Alle ore 12.00 saremo tutti pronti per visitare la meravigliosa Bruxelles.

Visiteremo un poco la città….ma il nostro obiettivo principale è quello di assistere alla partita.

Siamo tutti tifosi “ sfegatati “.

Certo ci dispiacerà non poter passare per le numerose cioccolaterie e birrerie più famose del Belgio.

Si, il Belgio è propri o un paese speciale, accorrono turisti da ogni luogo.

Ci sono posti meravigliosi come le Fiandre e la Vallonia, terre che vivono entrambe di turismo e passione per la bicicletta.

Per il popolo belga, il mezzo a due ruote è una vera e propria istruzione.

Ma non perdiamo di vista il nostro obiettivo: andare allo stadio.

Prendiamo il Bus che ci porterà allo stadio “ Re Baldovino”.

Poco traffico, niente confusione, tanto ordine e voglia di divertirsi.

Eccoci arrivati allo stadio. I nostri posti sono prenotati e contraddistinti da una targhetta.

Non si sente frastuono ….tutto calmo…solo le note dell’ inno nazionale belga.

Noi vorremmo già gridare: Foza Italia, sei la migliore.

Ci adeguiamo e restiamo in silenzio ad aspettare l’ inizio della partita.

Vorremmo gridare, esultare per i primi due goal… ma restiamo in silenzio.

Solo alla fine della partita con la vittoria dell ‘Italia iniziamo a cantare ed esultare da bravi italiani, anzi napoletani.

Viva l ‘Italia.

 




Il bullismo: riflettere e condividere per imparare a stare insieme

Questa attività svolta nella classe IV E del plesso Collodi si propone una tematica centrale e  di grande attualità : il fenomeno del bullismo e cyberbullismo. Il percorso coinvolge diverse discipline ( italiano, arte, tecnologia) e si prefigge come scopo la formazione di cittadini del mondo consapevoli, responsabili e critici, che sappiano imparare a vivere con gli altri in armonia, nel rispetto delle persone e delle regole, a vantaggio di se stessi e dell’intera comunità.

In questo modo i ragazzi imparano a interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo all’apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri. Bisogna imparare a sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità

È stato previsto questo lavoro per permettere all’alunno di organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro.



I ragazzi delle classi quinte

incontrano i Carabinieri

del nostro quartiere 

Legalità e bullismo sono due temi forti del nostro vivere contemporaneo, ma mentre il primo riguarda tutti senza esclusioni di sorta, il secondo spesso tocca più direttamente i giovani.

E’ per questo che l’Arma dei Carabinieri, all’interno degli incontri che periodicamente vengono organizzati nelle scuole di tutta Italia, dedica una speciale attenzione non solo a spiegare il concetto di legalità e la sua importanza, ma si sofferma in particolare sul preoccupante fenomeno che appunto chiamiamo bullismo e cyberbullismo .

Gli alunni delle classi quinte hanno  ascoltato tre bravissimi e simpaticissimi  Carabinieri   che hanno parlato proprio di  bullismo, su come definirlo e dunque riconoscerlo, sulle varie forme in cui si manifesta e soprattutto su cosa debba fare chiunque sia coinvolto, a vario titolo, in episodi che rientrino appunto sotto la denominazione di bullismo.

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Attività motoria alla primaria

Nella Scuola Primaria le Attività motorie e sportive favoriscono l’acquisizione da parte degli allievi  di un cospicuo bagaglio di abilità motorie che concorrono allo sviluppo globale della loro personalità considerata non solo sotto il profilo fisico, ma anche cognitivo, affettivo e sociale. Attraverso questo  insegnamento si concretizza il principio  per cui nella persona non esistono separazioni e il corpo non è il «vestito» di ogni individuo, ma piuttosto il suo modo globale di essere nel mondo e di agire nella società.

L’apprendimento e il perfezionamento delle abilità motorie richiedono, però, la capacità di utilizzare molte informazioni di tipo cognitivo e percettivo-sensoriali utili:

  • per comprendere le caratteristiche delle azioni che si devono compiere
  • per approfondirne l’elaborazione e  attivare processi di anticipazione;

Occorre , quindi, che l’alunno  venga guidato ad imparare come discriminare e trattenere le informazioni che gli vengono fornite, operare con sempre maggior rigore e precisione, muoversi con autonomia utilizzando comportamenti caratterizzati da anticipazione ed iniziativa.

Le interazioni di schemi motori e posturali in situazione combinata e simultanea permettono un utilizzo  sempre più finalizzato dei propri movimenti; così come il riconoscimento delle modificazioni funzionali indotte dall’attività fisico-motoria rendono l’alunno  sempre più consapevole della necessità di assumere comportamenti corretti da un punto di vista igienico, salutistico ed alimentare.

Un buon percorso motorio porta l’alunno a comprendere l’importanza del fair play, che significa letteralmente “gioco leale” e  riporta le regole dell’essere sportivo, che vanno a coronare il vero giocatore che rispetta ogni tipo di regola .

La classe IV E della Collodi sta effettuando questo cammino e i  cartelloni allegati dimostrano il loro impegno e voglia di lavorare



Diamoci una regolata

classi prime plesso Collodi

Ciò  che la rende  la scuola “una buona scuola” sono  gli ideali educativi condivisi, la coesione del corpo docenti e un unico grande obiettivo comune: il benessere del bambino in primis, quindi la sua crescita emotiva, educativa, relazionale oltre che prettamente scolastica.

È limitante richiedere al bambino l’incamerare di mere conoscenze, perché oggi viene finalmente guardato come persona complessa in grado di elaborare in modo personale i contenuti e di utilizzarli per affrontare svariate situazioni. Per questo sta cambiando profondamente il modo di insegnare: sta cambiando il punto di vista dell’insegnante e il suo approccio alla classe; cambiano gli obiettivi a cui puntare e mutano gli scopi ultimi del nostro lavoro. Le Indicazioni per il curricolo fanno riferimento a “traguardi” che devono essere raggiunti al termine del ciclo di studi, e molte volte ad un vero e proprio “profilo in uscita” dello studente.

Le più complesse da sviluppare risultano indubbiamente le competenze, perché vanno intese trasversalmente e sono strettamente connesse con i valori che caratterizzano

Partendo  dal valore delle regole come tutela dei nostri diritti, si è voluto  definire un percorso che coinvolgesse molte delle discipline curricolari e che puntasse ad ottenere una vera e propria “inversione di marcia” comportamentale.

Le competenze sociali permettono di mettere in atto tutti quei comportamenti che fanno sì che si possa vivere bene con gli altri. La presenza di regole fornisce ai bambini la percezione di stabilità e ordine del mondo che li circonda: questo è un elemento fondamentale per sviluppare la loro sicurezza. Un comportamento adeguato e competente è alla base del benessere personale e sociale perché influenza  positivamente il modo di percepire se stessi e gli altri e il modo in cui siamo a nostra volta percepiti dagli altri.

La competenza sociale è quindi legata a doppio filo con la promozione dell’apprendimento e del successo formativo.

 

regole



La   Cultura della Sicurezza

classi seconde plesso Collodi 

La scuola , luogo privilegiato per promuovere valori e bisogni educativi, è di fatto l’ ambiente socializzante primario che consente di valorizzare la Cultura della Sicurezza attraverso la condivisione di regole del vivere insieme e l’ adozione di uno stile di vita adeguato.

Il percorso educativo-didattico in tema di sicurezza si propone di promuovere nei bambini l’assunzione di comportamenti responsabili individuali e di gruppo orientati ad intuire rischi e a prevenire incidenti.

Include anche la comprensione e l’accettazione di regole diverse rendendo i bambini consapevoli  dell’esistenza di pericoli e della conseguente necessità di adottare comportamenti adeguati sviluppando la capacità di prevedere le conseguenze delle azioni.

sicurezza



I ragazzi del plesso Collodi  protestano pure loro, insieme con Greta, per salvare il mondo dalla crisi climatica.

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COMPITO DI REALTÀ DELLA UDA n 1

CLASSE V E

“IMPARIAMO DALL’AMBIENTE INTORNO A NOI”




Il mare

classi seconde plesso Collodi 

La scuola primaria è in piena innovazione. Le indicazioni nazionali ed i piani di studio personalizzati prevedono nuove modalità di insegnamento delle Scienze e dell’Educazione Ambientale. Tali indicazioni si muovono sulla stessa linea di quelle per la scuola secondaria di primo grado.

L’apprendimento è personalizzato attraverso strumenti che si stanno sperimentando.

I materiali prodotti si collocano nel contesto innovativo della scuola e possono contribuire al miglioramento delle competenze scientifiche e ambientali degli  studenti.

Il percorso è guidato per ciascun allievo e permette di operare attraverso giochi e schede di lavoro. Questi strumenti didattici possono contribuire a costruire un curricolo unitario di Educazione Ambientale dalla scuola primaria alla secondaria.

Tutta la costa del Sud d’Italia è  affacciata sul Mediterraneo e il mare, nei suoi molteplici aspetti, è stato sempre oggetto di studio e di ricerca.

Il territorio sul mare e l’educazione ambientale, che riveste per noi un’importanza fondamentale, guiderà i nostri alunni ad una costante ricerca di un equilibrio tra “globale” e “locale”, conoscendo e valorizzando l’ambiente in cui vivono, le sue caratteristiche, i suoi bisogni, le sue potenzialità, acquisendo quell’identità territoriale che sta alla base della crescita di ciascun individuo e che consente di aprirsi più consapevolmente all’Europa e al mondo intero.

Convinti che lo studio dell’ambiente rappresenti una tappa cruciale nel percorso formativo degli alunni anche in relazione allo studio dei diritti umani contestualizzabili nel territorio, il gruppo di lavoro ha ritenuto opportuno scegliere il diritto all’ambiente e, all’interno di esso, realizzare un progetto che permettesse ai ragazzi di sperimentare sul campo il metodo di lavoro di chi fa ricerca-azione: individuare i bisogni, condividere i problemi, acquisire conoscenze, proporre soluzioni…

La nostra scelta è ricaduta sull’ambiente marino, sia perché il mare è una delle principali risorse del nostro territorio, sia perché, in effetti, i nostri alunni non hanno mai condotto uno studio attento e approfondito di questo ecosistema, non ultimo perché il mare è magico, misterioso, evoca sensazioni ed emozioni con i suoi colori, i suoi odori, i suoi rumori…

il mare





OPEN DAY 2019

plesso Collodi

open day

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Il giardino del plesso Collodi

Il lavoro in giardino non richiede uscite didattiche da organizzare, non dissipa tempo per spostamenti e non richiede preparazione di materiali, se non in minima parte. Il giardino è sempre a portata di mano e soprattutto di sguardo. Ciò che offre da imparare è senza limiti, dipende da quanto il bambino sa e vuole cogliere. Ma il regalo più grande che l’utilizzo del giardino può riservare ad un bambino non è cognitivo. L’abitudine a guardare fuori dalla finestra della scuola, a scendere in giardino per lasciarsi sorprendere e toccare con mano, a stupirsi, a cercare per curiosare e interrogarsi accoglie e promuove atteggiamenti spontanei dei bambini, per imparare , una sorta di “imprinting” che lega a ciò che, vivendo, cambia ogni giorno intorno a sé.




Il museo della scuola e dei bambini

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Il  Museo della Scuola e dei Bambini dell’Istituto partenopeo “Collodi”

Un tuffo nel passato per rivivere momenti di vita scolastica del Novecento

Di Harry di Prisco 

Il viaggio che vogliamo proporvi oggi non è un suggerimento a visitare un Paese lontano o vicino per conoscere usi, costumi e tradizioni degli abitanti di quei luoghi, ma bensì è il viaggio più entusiasmante che nessuno mai potrà proporvi: un “viaggio” in noi stessi, nel nostro mondo passato, nei ricordi della nostra infanzia. Di cosa si tratta vi starete chiedendo – speriamo – incuriositi? Andiamo oggi  alla scoperta di un museo del tutto particolare, quello “Della Scuola e dei Bambini”, allestito per volontà del Dirigente Scolastico Prof.ssa Maria Rosaria Scalella presso l’Istituto comprensivo Gigante-Neghelli di Napoli in Via Luigi Rizzo, presso la scuola “Collodi”. Il museo, curato dall’insegnante Anna Iovine con la collaborazione di tanti volontari fra cui alcune maestre in pensione, è frutto delle preferenze espresse dagli stessi bambini – i veri custodi della memoria storica – e delle donazioni fatte da alcuni docenti. Il museo è  collocato in un aula a ciò destinata del comprensorio. E allora che il viaggio per conoscere questo luogo delle meraviglie nel nostro e vostro passato abbia inizio! Come fare? Basta prenotare una visita guidata da parte di un cicerone in erba o – per gli insegnanti – un laboratorio per la propria classe. Lo “spettacolo” è adatto a tutti i bambini, dai 3 ai 99 anni, questi ultimi solo se accompagnati dai genitori. Il museo è nato dalla consapevolezza che il materiale didattico e tecnico usato nelle scuole (già chiamate elementari) prima dell’avvento preponderante dell’informatica, veniva spesso abbandonato nei depositi seminterrati, in attesa di essere smaltito, perché ormai obsoleto. E’ bastata una piccola ma “grande” idea perché questo polveroso materiale tornasse a nuova vita, facendolo riemergere dai sotterranei, catalogato e reso nuovamente fruibile.

Ecco che le cose dimenticate hanno ritrovato la loro collocazione e hanno cominciato a raccontarci la loro storia che affonda nel passato, anche prima che noi venissimo al mondo. E allora ecco: calamai, pennini cavallotti, mappamondi, sussidiari, registri che, chi è più avanti negli anni, ricorderà di aver avuto come compagni degli anni verdi, quando si andava a scuola con il grembiule nero e il fiocco. In mostra anche le terribili punizioni,  per intenderci alla Giamburrasca: il cappellone con le orecchie di asino e le lenticchie da mettere sotto le ginocchia dietro la lavagna (quella elettronica doveva ancora essere inventata). Il museo ha una forte valenza culturale per il territorio e non solo, facendo rivivere magici momenti di una gioventù che “passa in fretta e non torna più”. La visita a noi “anta” può essere considerata alla stregua di una passeggiata nostalgica nei ricordi del passato, nei giovanissimi visitatori – invece – la conoscenza dei sussidi didattici del Novecento può spronare ad approfondire, avviando un processo di ricerca che porterà ad un  arricchimento culturale.

E allora non ci resta che farci aprire la piccola porta al piano terra della scuola “Collodi” di Napoli per accedere, in punta di piedi, ad un mondo fantastico fatto di giochi, libri, forme e materiali che ci riportano indietro nel tempo, alla scoperta della storia della scuola, un vero laboratorio dove è vietato NON toccare gli oggetti già utilizzati per le lezioni quotidiane. Sembra di sentire la presenza dei grandi pedagogisti del passato come: Froebel, Montessori e Lodi, che dalle pagine dei loro libri ci invitano a non dimenticare la loro opera per meglio comprendere la scuola di ieri e oggi. Nel congedarci dalla curatrice Anna Iovine Le chiediamo se è soddisfatta del lavoro fin qui fatto, un unico rammarico: “non aver reperito un banco di legno verniciato di nero”. Dunque dicevamo che da una piccola idea è nato un coinvolgente progetto culturale, allora perché non coinvolgere anche altre scuole? Utilizzando il materiale didattico dei loro depositi potrebbero con la collaborazione degli insegnanti – magari attraverso una rete di musei della scuola e con l’auspicio del Provveditorato – realizzare iniziative per promuovere tra gli alunni della scuola primaria e secondaria la conoscenza delle origini e degli sviluppi del sistema formativo per comprendere, fra l’altro, l’evoluzione del libro di scuola: dall’Abbecedario al Tablet.



 

Tecnologia  in V E 

Oggi gli alunni della V E hanno  realizzato, nell’ora di tecnologia, un paesaggio  con mulini a vento

Lo  studio e l’esercizio della tecnologia favoriscono e stimolano la generale attitudine umana a porre e a trattare problemi, facendo dialogare e collaborare abilità di tipo cognitivo, operativo, metodologico e sociale.  D’altra parte è specifico compito della tecnologia quello di promuovere  nei ragazzi forme di pensiero e atteggiamenti che preparino e sostengano interventi trasformativi dell’ambiente circostante attraverso un uso consapevole e intelligente delle risorse e nel rispetto di vincoli o limitazioni di vario genere: economiche, strumentali, conoscitive, dimensionali, temporali, etiche.

Il laboratorio fatto  quindi è stato  inteso soprattutto come modalità per accostarsi in modo attivo e operativo a situazioni o fenomeni oggetto di studio(Uda: “conosci l’ambiente intorno a te?); esso combina la progettazione e la realizzazione di semplici prodotti originali con la modifica migliorativa, nel senso dell’efficacia o dell’efficienza, di quelli già esistenti.

Obiettivi di questo lavoro sono stati:

Prevedere e immaginare:

  •     Prevedere le conseguenze di decisioni o comportamenti personali o relative alla propria classe.
  •   Pianificare la fabbricazione di un semplice oggetto elencando gli strumenti e i materiali necessari.

Intervenire e trasformare:

  • Realizzare un oggetto descrivendo e documentando la sequenza delle operazioni.

L’energia eolica è l’energia del vento, ovvero l’energia cinetica di una massa d’aria in movimento.  È possibile sfruttare questa energia tramite mulini a vento che producono energia meccanica.

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LABORATORIO LINGUISTICO ESPRESSIVO

CLASSE III F

Gli alunni della classe terza F   si divertono a realizzare ritratti , dopo aver individuato tre aggettivi che li descrivono.

Con questo laboratorio si è voluto offrire maggiori stimoli agli alunni per favorire il successo formativo, dare a ciascuno le condizioni ottimali per crescere in situazioni nuove, sapendosi organizzare ed avendo consapevolezza delle proprie capacità e dei propri limiti.

Si ritiene che un percorso laboratoriale sia  stimolo per comprendere gli enunciati, raccontare le proprie esperienze e adottare un registro linguistico appropriato alle diverse situazioni. In quest’ottica un laboratorio di lettura e  scrittura inteso come didattica del fare, è visto come un ambiente di arricchimento che attraverso la costruzione e/o l’elaborazione di ogni elemento costitutivo della lingua, può sviluppare negli alunni capacità di espressione e creatività.

I bambini necessitano di momenti in cui l’immaginazione e la fantasia siano da traino ai diversi apprendimenti  al fine di comprendere che una chiara e corretta comunicazione facilita lo stare ben insieme. In questo modo i bambini riescono  a dare forma ai propri pensieri e alle proprie emozioni attraverso diverse modalità comunicative.

Patrizia Lambertini

il mio compagno

 

UDA: Passeggiando per  Cavalleggeri… p come pescheria

Laboratorio realizzato dalla classe II E all’interno dell’uda :”Passeggiando per Cavalleggeri… p come pescheria”

Una Unità di apprendimento è un’occasione didattica significativa per gli allievi, che tiene conto della unitarietà del sapere e non si limita alla sola trasmissione di conoscenze e abilità disciplinari, ma tende alla formazione integrale della persona, sviluppando competenze (trasversali e disciplinari) attraverso l’utilizzo di una didattica laboratoriale.

L’UA pone il ragazzo al centro dell’azione didattica e, richiedendo la sua partecipazione attiva, in modo individuale o in gruppo, favorisce la costruzione personale delle conoscenze; inoltre, ricorrendo ad attività e strumenti diversificati, anche innovativi e tecnologici, consente la personalizzazione dell’apprendimento.

L’unità di apprendimento proposta è interdisciplinare, caratterizzata dalla condivisione di un prodotto finale realizzato con l’apporto di diverse discipline.

I  vantaggi di questi interventi condivisi sono molteplici:

– offrono ai ragazzi occasioni di lavoro più significative e più motivanti;

– evidenziano gli stretti legami tra discipline diverse e come le conoscenze e le abilità apprese in ambiti diversi possano concorrere alla realizzazione di uno stesso compito;

-consentono di scegliere un prodotto finale più complesso e favoriscono il reale sviluppo e la messa in campo di competenze trasversali.

Tiziana Diasio

Esperienza-

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